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SWITCH SWEDEHEART: nuove evidenze sul confronto tra Prasugrel e Ticagrelor dopo PCI per ACS

Di Lorenzo Scalia

La scelta del più appropriato inibitore del recettore P2Y12 nei pazienti con sindrome coronarica acuta sottoposti a PCI rimane un elemento centrale della strategia antitrombotica.1 Prasugrel e Ticagrelor rappresentano i principali P2Y12 potenti disponibili, ma il loro confronto diretto ha prodotto nel tempo risultati non completamente univoci.2 In particolare, lo studio ISAR-REACT 5 aveva evidenziato un vantaggio di una strategia basata su Prasugrel rispetto a Ticagrelor nella riduzione degli eventi ischemici, senza un incremento significativo dei sanguinamenti.3

Lo SWITCH SWEDEHEART ha quindi cercato di capire se questo risultato potesse essere confermato anche nella pratica clinica reale, in una popolazione molto più ampia e meno selezionata. Lo studio, presentato all’ESC 2026 e pubblicato simultaneamente sul New England Journal of Medicine, ha incluso oltre 17.000 pazienti con ACS sottoposti a PCI.4 Il disegno era particolarmente pragmatico: non veniva randomizzato il singolo paziente al trattamento, ma la strategia terapeutica regionale, con il passaggio progressivo da una policy basata su Ticagrelor a una basata su Prasugrel. Questo approccio permette di valutare non soltanto l’efficacia dei farmaci in condizioni sperimentali, ma anche cosa accade quando una determinata strategia viene applicata nella pratica quotidiana.

A un anno, l’endpoint composito di morte, infarto miocardico o stroke si è verificato nell’11,1% dei pazienti nella policy prasugrel e nell’11,8% nella policy ticagrelor, senza raggiungere una differenza statisticamente significativa (adjusted OR 0,90; 95% CI 0,77–1,06). Anche per la trombosi dello stent non sono emerse differenze significative. Sul fronte emorragico, invece, il major bleeding è risultato meno frequente nella strategia basata su prasugrel (4,2% vs 4,4%; adjusted OR 0,80; 95% CI 0,64–0,99).

Il messaggio principale è quindi quello di una sostanziale comparabilità tra prasugrel e ticagrelor per gli eventi ischemici, accompagnata da un segnale favorevole alla strategia con prasugrel per quanto riguarda il sanguinamento maggiore. È però importante non interpretare questi dati come una dimostrazione di superiorità del prasugrel: l’endpoint ischemico primario non ha infatti raggiunto la significatività statistica.

Un elemento fondamentale per interpretare correttamente lo studio è inoltre il suo carattere pragmatico. SWITCH SWEDEHEART non è un confronto farmacologico diretto “paziente contro paziente” tra prasugrel e ticagrelor, ma un confronto tra due strategie terapeutiche. Non tutti i pazienti assegnati alla policy prasugrel hanno infatti ricevuto prasugrel e, analogamente, non tutti quelli nella policy ticagrelor hanno ricevuto ticagrelor. Questo riduce il contrasto effettivo tra i due trattamenti e rende il risultato particolarmente rappresentativo della pratica clinica, ma meno adatto a stabilire una differenza intrinseca tra le due molecole.

È proprio questo l’aspetto più interessante dello studio se confrontato con ISAR-REACT 5. Il trial precedente, caratterizzato da un confronto randomizzato individuale e da una maggiore aderenza alla strategia assegnata, aveva mostrato una differenza più netta a favore del prasugrel. SWITCH SWEDEHEART suggerisce invece che, quando il confronto viene trasferito nella realtà quotidiana, caratterizzata da comorbidità, controindicazioni, preferenze prescrittive e utilizzo di altri P2Y12, questa differenza tende ad attenuarsi.

Nel complesso, quindi, SWITCH SWEDEHEART non dimostra che prasugrel sia superiore a ticagrelor, ma fornisce un’importante conferma del fatto che una strategia basata sul prasugrel può essere utilizzata efficacemente nella pratica clinica dopo PCI per ACS, ottenendo risultati ischemici comparabili a una strategia basata su ticagrelor e con un segnale favorevole sul sanguinamento maggiore. Il valore dello studio sta quindi soprattutto nel fornire una conferma pragmatica e real-world del ruolo del prasugrel, aggiungendo un nuovo tassello al confronto iniziato con ISAR-REACT 5.

Bibliografia:

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  • Omerovic E, Koul S, Andersson J, Pontén J, Björklund F, Kastberg R, Sun M, Ljungman C, Fröbert O, Bolin K, Skoglund K, Dolata CD, Birgander M, Wikström H, Råmunddal T, Angerås O, Petursson P, Erlinge D, Redfors B. Prasugrel versus Ticagrelor in Acute Coronary Syndromes. N Engl J Med. 2026 Aug 29. 
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