La valutazione funzionale derivata dall’angiografia nell’infarto miocardico STEMI.
Al Congresso ESC 2026, Biscaglia at al hanno presentato i risultati dello studio AIR-STEMI.
Gli autori hanno valutato l’impatto di una rivascolarizzazione mediante lo studio funzionale delle lesioni non culprit nei pazienti multi vasali con infarto STEMI rispetto alla strategia standard che si basava sul semplice utilizzo della angiografia. E’ importante sottolineare che lo studio funzionale era ottenuto dalla semplice valutazione agiografica ( angio-derived) e non richiedeva pertanto l’utilizzo di dispositivi intracoronarici.
L’end point principale era il composito di morte per ogni causa, infarto miocardico, ictus o rivascolarizzazione guidata dalla presenza di ischemia.
Risultati
Gli autori hanno arruolato complessivamente 1823 pazienti con malattia multivasale ed hanno valutato gli eventi clinici ad un follow-up medio di 17.9 mesi.
L’end-point principale si è verificato in 81 pazienti ( 8,9% nel gruppo guidato dalla fisiologia versus 125 pazienti,13,7% nel gruppo di controllo).
Osservando gli end point secondari si notava una riduzione significativa dell’incidenza all’end point composito comprendente infarto miocardico o morte cardiaca ( rispettivamente 5,7% vs 10,5%, HR 0. 52). Si notava anche una riduzione significativa della morte cardiaca (2,2% verso 3,4%, HR 0.64), della morte per infarto miocardico (3,8% versus 8,0%, HR 0.47). In particolare l’incidenza di infarto miocardico procedurale era del 1,6% nel gruppo funzionale verso 3,6% nel gruppo di controllo mentre l’incidenza di infarto miocardico spontaneo era rispettivamente del 2,3% versus 4,9 %.
Commento
Si tratta di uno studio importante che per la prima volta valuta l’impatto clinico della valutazione funzionale dei restringimenti coronarici con una procedura semplificata che non richiede l’impiego di tecniche intra coronariche.
Osservando i dati sorprende il tasso di eventi molto alto, soprattutto nel gruppo di controllo, rispetto alla letteratura recente. Non può sfuggire il dato dell’incidenza di infarto miocardico dovuto alla procedura nel 3,6% dei casi, che peraltro sembra essere prevalentemente peri procedurale se si considera il tasso di trombosi di stent che definirei accettabile (1,2% dei casi nel gruppo angio-guidato). Sembra alto anche il dato dell’infarto miocardico spontaneo che quasi raggiunge il 5% nel gruppo di controllo.
Non si può escludere che un’incidenza di eventi così alta sia da riferire ad un trattamento medico non ottimale per esempio riguardo la terapia ipolipemizzante. Gli autori non menzionano i valori di colesterolo LDL al follow-up. Si nota comunque un basso impiego di inibitori PCSK9 (al di sotto del 2%) e non viene precisata la percentuale di casi in cui venivano utilizzate statine potenti.
Sarebbe interessante comprendere se nello studio condotto in Italia e Pakistan ci fossero delle differenze relative ai paesi di arruolamento.
In conclusione, lo studio AIR-STEMI va salutato come un importante passo in avanti per la possibilità di guidare l’angioplastica mediante l’impiego di metodiche funzionali non invasive.
Saranno necessari altri studi per confermare i dati presentati nello studio AIR-STEMI in un contesto di terapia medica ottimale.
Bibliografia
- S. Biscaglia S, Erriquez E, Colaiori I et al. for the AIR-STEMI Trial Investigators. Complete Revascularization Guided y Functional Coronary Angiography in STEMI. New Engl J med 2026
- FG Biccirè, F Fabbiocchi, L Gatto et al. Long-term prognostic impact of OCT-derived high-risk plaque features: extended follow-up of the CLIMA study. JACC Cardiovascular Interventions 18 (11), 1361-1372
- Ziad A Ali, Ulf Landmesser, Akiko Maehara, et al. Optical coherence tomography–guided versus angiography-guided PCI New England Journal of Medicine. 2023; 389 (16), 1466-1476
