Nuove frontiere per il trapianto cardiaco: l’utilizzo di cuori provenienti da donatori deceduti per arresto cardiocircolatorio.
L’outcome dei pazienti che ricevono un cuore da un donatore deceduto dopo arresto cardiocircolatorio sembrerebbe essere sovrapponibile a quello di coloro che hanno ricevuto l’organo da donatori convenzionali (ovvero soggetti deceduti per morte cerebrale), queste sono le importanti considerazioni emerse da un nuovo trial randomizzato recentemente pubblicato su NEJM (1).
Con l’avanzare della scienza e della tecnologia, si è verificato un aumento della richiesta di cuori per il trapianto rispetto al passato. Il trapianto cardiaco viene tradizionalmente eseguito utilizzando cuori prelevati da donatori deceduti per morte cerebrale, questo consente infatti una valutazione in situ della funzionalità cardiaca e delle caratteristiche necessarie per il trapianto. Negli ultimi anni è stata presa però in considerazione un’ ulteriore opzione, ovvero il prelievo da donatori deceduti per arresto cardiocircolatorio (2); dal 2019 negli Stati Uniti diversi centri hanno sperimentato questo tipo di trapianto, garantendo mediante utilizzo di macchinari per la circolazione extracorporea la conservazione delll’organo e la possibilità di eseguire valutazioni specifiche pre-trapianto.
Schroder e colleghi per verificare questa possibilità hanno elaborato un trial randomizzato di non inferiorità condotto su 180 soggetti adulti, candidati a trapianto cardiaco assegnati in rapporto 3:1 a ricevere un cuore proveniente da un donatore con arresto cardiocircolatorio (circulatory-death group) o un cuore conservato a basse temperature prelevato da donatore deceduto per morte cerebrale (brain-death group).
L’endpoint primario valutato è stata la sopravvivenza a 6 mesi (corretta in base al rischio) nei due gruppi di trattamento (circulatory-death group vs brain-death group). L’endpoint di sicurezza è stato la valutazione dell’incidenza di eventi avversi riguardanti il graft nei primi 30 giorni dopo il trapianto.
Risultati dello studio:
Dei 180 pazienti arruolati e sottoposti a trapianto cardiaco, 90 sono stati assegnati al gruppo ricevente da donatori post morte cardiocircolatoria e 90 hanno ricevuto un cuore da donatore deceduto per cause cerebrali. Sono stati quindi analizzati 166 soggetti sottoposti a trapianto (80 provenienti dal circulatory-death group e 86 provenienti dal brain-death group).
La sopravvivenza a 6 mesi è stata del 94% (95% confidence interval [CI], 88 to 99) nel circulatory death group e del 90% (95% CI, 84 to 97) nel brain death group (P<0.001 per non inferiorità).
Gli autori del trial hanno quindi dimostrato che non ci sono sostanziali differenze nei due gruppi in termini di eventi avversi maggiori a 30 giorni dal trapianto.
In conclusione a 6 mesi di distanza, l’outcome dei pazienti che hanno ricevuto un cuore preservato con circolazione extracorporea, di un deceduto post arresto cardiocircolatorio è risultato essere non inferiore in termini di sopravvivenza e sicurezza rispetto a quello di chi ha ricevuto trapianto convenzionale, di un cuore conservato a basse temperature dopo morte cerebrale.
Negli ultimi decenni è aumentata l’incidenza dei pazienti cronici affetti da scompenso cardiaco, ogni hanno migliaia di persone vengono sottoposte a trapianto, ma nonostante questo circa il 10% muore aspettando in lista d’attesa. I risultati di questo studio, sebbene necessitino di conferme con follow up più lungo, sono molto incoraggianti in questo campo, poiché aprono le porte ad un maggior numero di persone affette da insufficienza cardiaca, per avvalersi di questa terapia salvavita.
Questo trial è innovativo in quanto il primo studio randomizzato controllato pubblicato sull’argomento, ed ha suscitato grande interesse data la crescente necessità di incremento del numero dei trapianti. I risultati del follow-up ad un anno ci forniranno sicuramente maggiori dettagli sul profilo di sicurezza di questa nuova opzione.
Referenze:
- Schroder JN, Patel CB, DeVore AD, et al. Transplantation outcomes with donor hearts after circulatory death. N Engl J Med. 2023;388:2121-2131. 15. Kwon JH, Ghannam AD, Shorbaji K, et al.
- Kwon JH, et al; Early outcomes of heart transplantation using donation after circulatory death donors in the United States. Circ Heart Fail 2022;15(12):e009844.
- Sweitzer KN et al; Safely Increasing Heart Transplantation with Donation after Cardiac Death, N Engl J Med 2023; 388:2191-2192
